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San Don di Piave San Don di Piave San Don di Piave San Don di Piave San Don di Piave San Don di PiaveSan Don di PiaveSan Don di PiaveSan Don di PiaveSan Don di Piave
 
 

San Donà nasce come centro abitativo rurale, nel corso del medioevo e grazie alla sua posizione strategica tra la Marca Trevigiana e Venezia ha un ruolo fondamentale per gli scambi commerciali.

Verso la metà del 1400, Venezia si impegnò ad intervenir nel territorio con le prime bonifiche e fu consegnata la gestione delle proprietà agricole alla Gastaldo (funzionario della rep.).

Con il passar degli anni la Repubblica di Venezia ebbe notevoli problemi finanziari e dovette ceder definitivamente i suoi territori; vennero così dati in consegna al Vicario Ducale.

Il Vicario ebbe l’obbligo di risiedere a San Donà e dovette prestar giuramento a Venezia.
Susseguì un periodo altalenante a causa di un difficile sviluppo della civiltà e per le continue problematiche nel rapportarsi con l’ambiente che ritornava continuamente a non esser sano e pulito.

Verso il 17° secolo la situazione non era migliorata e la malaria, che si stava diffondendo sempre più, convinse la Repubblica ad incentivar al meglio i lavori idrici e del territorio.

Si iniziò a coltivar anche il mais e nel 1797 venne istituita la Municipalità di San Donà che divenne uno dei 15 cantoni di Treviso, più tardi capoluogo del Dipartimento dell’Adriatico (1806).

Dopo la Pace di Vienna, il Veneto venne dato in consegna al Regno d’Italia e a San Donà nel 1866 ci furono le prime elezioni amministrative che comportarono, anche grazie al sindaco Giuseppe Bortolotto, migliorie nelle comunicazioni come ferrovia e vaporetto e servizi per i cittadini.

Con la Prima guerra mondiale la situazione peggiorò perché il centro urbano fu occupato dagli austriaci e gli scontri si prolungarono lungo il Piave per giorni causando la completa distruzione di San Donà.

Negli anni successivi all’armistizio si procedette alla ricostruzione della città con palazzi ed edifici come ad esempio il Centro Storico, non di secondo piano fu il Congresso Nazionale delle Bonifiche che contribuì definitivamente alla lotta contro la malaria e la pianificazione delle strutture sanitarie e idrauliche del territorio del Basso Piave e oltre.

Nella Seconda guerra mondiale la città venne coinvolta da bombardamenti strategici alla rete ferroviaria, sul ponte del Piave e all’ospedale cittadino.

Oggi San Donà è conosciuta come importantissimo centro per l’industria, punto di smistamento per il commercio e anche via di accesso per le zone turistiche del territorio Veneto.

 
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